Siedo alla vostra tavola imbandita
e bevo il vostro vino. Noi ci amiamo.
Anche se con rispetto. E da lontano.
Ma il vostro vino ci riscalda. E allora
ritroviamo il coraggio di parlarci
dopo un anno di attesa. Nuovamente
Siedo alla vostra tavola imbandita
un giorno ogni anno. E la complicità
del vostro vino torna a lusingarmi.
La luce di una storia vittoriana
azzurrina,un po’ torbida,sensuale
galleggia intorno ai nostri volti presi
da un misterioso rito di piacere.
Mentre il liquido chiaro impreziosito
dai profumi del sole ci blandisce
Mentre il mio tempo scorre e me ne dolgo
ogni tanto – ma è inutile – ed il vostro
tempo ferocemente vi aggredisce
fino al momento in cui vi sbranerà;
ripetiamo affamati piano piano
la stessa storia sempre nuova. Mentre
sempre più affatturato è il nostro vino.
La luna verde scivola coi nostri
fantasmi in fuga verso nuove scene
nei bicchieri ora vuoti abbandonati
sulla tovaglia a fiori E ci sciogliamo.
Appassionatamente mentre il giorno
lentamente trabocca in una piana
notte senza più noi felici insieme.
Senza vederci fino all’anno nuovo