TIMIDO SULLE ROTTE DI GAUGUIN

Ti diranno che sono stato avaro
di sentimenti.
                      Forse sarà vero.
Ma in questa stiva ingombra di etichette,
di bandiere spergiure,di magliette
autografate non piegarmi è stato
il mio suicidio calcolato,la
rivolta misurata e inopportuna
di un’inutile piccola comparsa
che ha tentato così di dialogare
con sè stessa.
                         Sul tardi soprattutto.
Ti diranno che sono stato assente:
perennemente alla ricerca di
mari del sud,indigene,fluenti
brigantini su tavole azzurrate.
Ma i sentimenti c’erano.Nascosti
dietro siepi d’ortica,sguardi torvi
timorosi di cedersi.Delusi.
Per questa prigioniera avidità
tu mi cancellerai dai tuoi ricordi:
i figli sono un’invenzione di
dolcezza quando c’è la primavera
che ci soffia nel cuore;quando invece
giunge settembre sono carcerieri
del nostro tempo che non  sanno amare.
Timido sulle rotte di Gauguin
mi affaccio dal proscenio amareggiato.
Un passero rosato stamattina
sulla ringhiera mi commuove:adesso
non mi vergogno più dei miei pensieri.
DOPO IL SEGNALE ACUSTICO si può
certo parlare.
                  Dopo passerà qualcuno che cancellerà il messaggio.