SENTIMENTO E CONCHIGLIE

Fra una folata e l’altra
di un vento caldo,forse tropicale,
mi è ritornata in mente la conchiglia
rossa che mi mostrasti una mattina
pieno di orgoglio da contorsionista
sulla spiaggia di Bacoli.
                                      Da allora
in tutto questo tempo attraversato
ci siamo alimentati delle copie
di noi fotografate in altre età.

E oggi,di lato,un poco stinti,un po’
presi a modello di conservazione
da nuovi metafisici avvoltoi
noi che partecipammo al sessantotto
aspettiamo il Signore delle Piogge
che dal cilindro delle meraviglie
estragga i nostri numeri vincenti.

E in queste ritirate successive
ricordarsi è una trappola,un sopruso
fatto alle nostre cronistorie:l’altro
cresce diverso.Come non vorremmo.

E non è l’altro ma una fotocopia
che nel frattempo va per la sua via.

Piano piano i ricordi come uscieri
ossequiosi ma perfidi
escono dall’uscita di servizio
chiudendosi il capitolo alle spalle.

Delle loro vicende resterà
qualche conchiglia rossa sul ripiano
dei sentimenti conservati.
                                           E poi
dimenticati piano.Con pudore