A Spotorno pioveva.Prigioniero
di una stanza da mare in pieno inverno
mi inventai per la noia un nuovo amore.
A Genova pioveva.Era un autunno
limaccioso.Per pranzo ci imbucammo
in una bettolina accovacciata
in groppa a una salita.E un vecchio amico
ci suggerì di prendere i PANSOTT
col sugo delle noci.A Portofino
ci passammo dormienti in un ritorno.
E cercavamo il mare nell’ovatta
di quei rovesci fitti.Senza tregua.
Il mare c’era.Ma un mare bambino,
che ancora deve crescere,raccolto.
Fatto per pochi intimi soltanto.
Non lo vedemmo e c’era.Quel brusio
che sbatteva gli ormeggi senza sdraio,
senza ombrelloni,senza Coca Cola,
non era mare.Ognuno arriva a un posto
attraverso un condotto tutto suo.
E per ognuno tutto è solamente
l’ombra che vede dalla sua trincea.