Noi ci scoprimmo accanto al ciclostile
del sindacato di Porta Vittoria
mentre ciclostilavo il volantino
CONTRO LE GERARCHIE PROFESSORALI
e tu per il proclama quotidiano
fatto dal Movimento Studentesco.
Come per due saccenti colibrì
nella folta stagione degli amori
tu arruffasti le penne colorate;
io gorgheggiai.
La nostra fantastoria
sentimentale nacque con la corsa
di quel coso che scrisse il desiderio
di tanta giovinezza in quei momenti.
Volantinammo la lotta di classe,
l’amore,l’allegria,il desiderio
di non rassomigliare ai nostri padri
che poi,sapemmo,avevano la colpa
di essere i figli della loro età.
Volantinammo il mondo.Finchè poi
l’era del ciclostile si oscurò
insidiata da destra e da sinistra
fino alla ritorsione ed al’infamia.
La Fantasia non arrivò al potere
che appartenne per sempre ai trafficanti
di parole esoteriche e insensate.
Perchè nessuno riconosce il proprio
fallimento;nessuno può accettare
che in sogno possa trionfare sulle
cose di tutti i giorni:
in fondo al viale
c’è sempre l’uomo con le sue paure
e le sue finte mezze verità.
Il compagno di MUCCI(*)che lo scelse
come cuscino non sapeva che
stava chiudendo un’epoca:
Coi primi
rantoli secchi degli anni sessanta
finì nelle cantine polverose
e poi buttato nell’arrugginita
ferramenta del secolo passato.
Anche le nostre piume colorate
sempre arruffate ma senza colore,
più rade,sopravvissero a sè stesse
con una malinconica allegria.
Ora così lontani da quei giorni,
quasi irriconoscibili,svestiti,
spesso ci ricordiamo di quel coso
che ballava sul tavolo correndo
con la sua cantilena sgangherata.
Gli eroi che rotolarono nel fumo
della promisquità;nell’impietosa
disillusione degli illusi;tutta
la nostra gioventù bruciata in fretta.
Così incredibilmente avventurosa.
(*)VELSO MUCCI: Otto dozzine di versi per il
compagno venuto a tenere la riunione.
Da L’ETA’ DELLA TERRA. Feltrinelli,Milano,
1962.