Con le illusioni abbiamo detto basta.
E restiamo ore e ore ogni mattino
a fissare sgomenti una parete,
rievocando un passato che non sa
dirci più niente.
Provvisoriamente
Incatenati, succubi ad un sordo
nostro ultimo cinema di cui
siamo soltanto spettatori.
Altrove
rimbalzano attutiti i suoni di
questo mondo che gira. Esterno a noi.
Qualche volta su questo mattutino
invisibile schermo ci compare
una bambina dalle trecce d’oro
e i luminosi e languidi occhi azzurri.
O una donna dal volto addolorato.
O un vecchio prigioniero del suo triste
sorriso. Tutti simboli e figure
che ora non appartengono a nessuno.
Ombre amate che aspettano il momento
di portarci con loro. Muti. Altrove.
Dove non si potrà più ricordare.